Menu principale:
Etmologicamente "Scherma" deriva da "schermire, termine generico che racchiude in se i sinonimi riparo, difesa, schermirsi, difendersi, la cui nascita si ha quando gli uomini sentirono il bisogno di difendersi dagli offensori".
Scherma: <<schermire, schivare e riparare con arte il colpo che tira il nemico e cercare di offenderlo sempre>> dal Vocabolario della Crusca.
La scherma è uno sport molto antico, derivato dal duello all'arma bianca.
La scherma si svolge su apposite pedane che possono essere lunghe 14 metri di lunghezza e 2 di larghezza.Attualmente la scherma si pratica usando tre armi: il fioretto, la spada e la sciabola. Ogni arma è praticata sia da uomini che da donne, anche se la spada femminile è stata introdotta nel 1988 e la sciabola femminile solo nel 1998. Uno schermidore può praticare tutte e tre le armi, anche se quasi tutti curano solo un'arma o due. Sono rari i casi di schermidori che praticano tutte le tre armi.L'arma principale è il fioretto, che si insegna già ai bambini più piccoli.L'assalto (cioè il duello, in gergo) è regolato dal Presidente di Giuria (l'arbitro, sempre in gergo schermistico), il quale dà il via all'incontro con la frase "A Voi", dopo che gli schermidori si sono posizionati l'uno davanti all'altro. Le stoccate sono segnalate da una speciale apparecchiatura elettronica gestita dal Presidente di Giuria. Per ogni arma della scherma esistono regole differenti.Le competizioni sono regolate dalla FIE (Fédération Internationale d'Escrime), che fu creata a Parigi nel 1913.Ogni anno si svolgono i Campionati Mondiali, dove si assegnano 12 Titoli Mondiali (Fioretto Maschile e Femminile Individuale e a Squadre; Spada Maschile e Femminile sia Individuale che a Squadre e Sciabola Maschile e Femminile Individuale e a Squadre). Dal 2003 invece se ne assegneranno 15: oltre a quelli tradizionali, si aggiungeranno tre prove a squadre miste (due uomini e due donne per specialità).La scherma italiana è rappresentata dalla FIS (Federazione Italiana Scherma).Le nazioni che dominano in questo sport sono: l'Italia (da sempre la migliore al mondo), la Francia, la Germania, la Russia, e l'Ungheria.Tra i più forti schermidori del passato troviamo tra gli stranieri l'ungherese A. Gerevich, il polacco Pawlowski, il francese Magnan, la russa Belova - Novikova e il russo Romankov; mentre tra gli italiani ricordiamo N. Nadi, E. Mangiarotti, Maffei, Montano, Dal Zotto e la Vaccaroni. Tra i campioni attuali troviamo, tra gli stranieri, l'ucraino Golubytsky, i russi Kolobkov e Podzniakov, i tedeschi Schmitt e Bissdorf, le tedesche Bokel e Bau, la francese Flessel, i francesi Jeannet e D. Touya, la romena Badea. Tra gli italiani invece troviamo Sanzo, Rota, Tarantino, la Vezzali, la Trillini, la Bianchedi e la Zalaffi.
Le Origini e la Storia
L'uso di armi ricorre fin dai tempi più antichi, ma è difficile stabilire una data precisa per l'origine della scherma. Ma l'uso di armi per "sport" e per allenamento iniziò intorno al 1200 a.C. con gli Egiziani, come attestano alcune immagini decorative che ci sono giunte da quel periodo.
Gli esercizi schermistici si diffusero in seguito anche in Grecia, anche se ebbero un peso poco rilevante: a proposito di ciò parla Senofonte, nella sua "Ciropedia", dicendo che il peso ridotto della scherma era dovuto al fatto che, durante le battaglie tra falangi, era quasi impossibile mancare il colpo, per cui gli esercizi miravano soprattutto a potenziare la forza con cui i colpi venivano portati.
Il grande successo di queste pratiche si deve senz'altro agli antichi Romani, i quali schieravano nelle arene i famosi gladiatori (dal latino gladium, cioè spada), che si affrontavano entusiasmando un folto pubblico che accorreva per vedere questi duri scontri che si concludevano quasi sempre con la morte di uno dei contendenti. Già in questi anni la pratica comincia a raffinarsi: ne parla Vegezio nel "De re militari", descrivendo i principi di base dell'addestramento schermistico dei Romani: colpire per la via più breve e non scoprirsi nel colpire.
Dopo la caduta dell'Impero Romano, i gladiatori scompariranno, e nel Medioevo si arriverà a rudi combattimenti con pesanti armi, come spadoni a due mani (che colpivano solo di taglio), corazze e scudi. Durante questi anni si perdono le raffinatezze dei Romani per tornare all'arte del combattimento tipica dei popoli del Nord Europa, basata sui colpi di taglio.
Già nel XIII secolo si parli di una scherma italiana che gode di grande prestigio anche fuori dai confini nazionali, come attestano varie fonti del periodo. Si hanno testimonianze di varie "societas" dedite all'addestramento dei giovani all'uso delle armi. Il primo trattato di scherma italiano risale al 1409, si chiamava "Flos duellatorum" e fu scritto dal trattatista friulano Fiore dei Liberi.
Nel tardo Medioevo, grazie anche alla scoperta della polvere da sparo, il modo di combattere cambia radicalmente: gli spadoni vengono sostituiti da leggere spade, più maneggevoli, e le ingombranti corazze vengono via via cambiate con abbigliamenti meno pesanti. Risale al 1487 il trattato "De arte gladiatoria dimicandi" di Filippo Vadi.
La scherma vera e propria, nasce alla fine del Quattrocento, nel Rinascimento, anche se il duello di punta nasce nel XVI secolo grazie ad un italiano, Camillo Agrippa, che scoprì che l'arma, con opportune modifiche, sarebbe diventata ancora più leggera e maneggevole. Il Cinquecento fu il secolo d'oro della scherma italiana, secolo nel quale vennero gettate le basi della scherma moderna. Ed è in questo periodo che la scherma diventa un'arte. Della prima metà del Cinquecento è il trattato "Opera nova" di Achille Marozzo, uno dei più insigni trattatisti italiani. Da questo periodo si vedrà un proliferare di scuole e di trattati.
La scherma italiana è diventata ormai la più evoluta d'Europa, ed anche trattatisti stranieri si ispirano alla scherma italiana per redigere i loro trattati.
Il monopolio italiano nella scherma cadrà nel secolo successivo, il 1600, con la nascita della scuola francese, che ovviamente si porrà subito in contrasto con quella italiana, e di quella spagnola. La scuola francese si specializza nel gioco di punta, e risulterà essere più gradita ai nobili del tempo. I francesi inoltre apportano alcune modifiche alla scherma: impongono l'idea che sia scorretto l'uso del pugnale negli incontri e proibiscono di toccare l'avversario con la mano non armata per non sbilanciarlo: la scherma così diventa sempre più astratta e sempre più appannaggio dei nobili. Sempre nello stesso secolo la fisionomia della scherma si avvicina agli schemi attuali. Una grande innovazione viene introdotta nelle scuole: da ora in poi verranno applicati sulle punte della armi dei bottoni (i "fioretti"), in modo da evitare eventuali incidenti.
Le armi acquisiranno il peso e la forma di oggi un secolo più tardi, nel 1700. Nello stesso secolo appaiono anche i primi trattati sulla scherma con le norme e le regole che sono in vigore tutt'oggi. Questo periodo vede anche lo sviluppo della sciabola, che era diventata indispensabile nelle battaglie: quest'arma viene in seguito raffinata, con un gioco misto di punta e di taglio. Le nazioni che subito sviluppano una grande tradizione in quest'arma sono Italia, Francia ed Ungheria.
Nell'Ottocento si sviluppano le Accademie, e si arriva a considerare la scherma come uno sport affascinante ma basato su regole astratte lontane dalla realtà del combattimento. Tra l'Ottocento e i primi anni del Novecento la scherma italiana viene rappresentata da personaggi tra i quali Agesilao Greco, Antonio Conte, Beppe Nadi, Roberto Raggetti ed altri.
La nuova era della scherma nasce con le prime Olimpiadi dell'era moderna, proposte da Pierre de Coubertin nel 1896. Nei primi anni del secolo due schermidori italiani si metteranno particolarmente in luce: Nedo Nadi, che nelle Olimpiadi di Anversa del 1920 conquisterà ben cinque medaglie d'oro, e Edoardo Mangiarotti, che tra gli anni '40 e gli anni '50 riuscirà a conquistare 13 medaglie, il record per uno schermidore azzurro.
Nei primi anni del '900 il panorama internazionale della scherma sarà dominato dall'Europa Occidentale, con Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Olanda che monopolizzano le competizioni. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale verranno fuori le nazioni dell'Est Europeo: su tutte l'Unione Sovietica, la Polonia, e l'Ungheria.
Da qui si arriva ai giorni nostri, con la scherma ormai diffusa in tutto il mondo e con i grandi trionfi della scherma italiana e con le sue 100 medaglie Olimpiche, traguardo raggiunto alle Olimpiadi di Sydney 2000.
La scherma è proprio lo sport italiano più medagliato alle Olimpiadi.